Pregare incessantemente

Buona sera!

Proseguendo nella lenta lettura dei Racconti di un Pellegrino Russo, si incontra immediatamente il desiderio che abita il protagonista :

pregare incessantemente 

Ho trovato particolarmente bello il realismo con cui questo tema viene introdotto unità alla semplicità e all’onestà delle domande del Pellegrino. Ciò, a mio avviso, rende questo testo molto “vicino”.

Così come il Pellegrino si chiede come poter apprendere la tipologia di preghiera indicata dal testo biblico, così noi -in una molteplicità di occasioni- ci poniamo domande sul come pregare, perchè, dove e come.

In particolare, trovo che le domande sulla pratica della preghiera aprano la strada alla ricerca -e al fruttuoso incontro- di chi potrà essere per noi un compagno e un maestro.

Tornando al primo racconto…il termine “forte” è

incessantemente

Provo a soffermarmici.

Immaginare la possibilità di pregare sempre, qualsiasi cosa si stia facendo, appare un traguardo lontano…Inoltre, sembra prospettare un cammino ascetico al quale non tutti ci sentiamo chiamati.

Allo stesso tempo, pensare ad una preghiera incessante ci invita           -energicamente- a considerare tutte le attività che caratterizzano la nostra quotidianità, chiedendoci se -ed in che modo- ci edificano o se ci distolgono dalla nostra vocazione.

Una domanda pratica e concreta, che può accompagnarci lungo i giorni!

A presto!

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Per Grazia di Dio…

Buona sera e Buona Domenica!

A distanza di un po’ di tempo, eccomi con un post! Sto rileggendo il libro “I Racconti di un Pellegrino Russo”, nella versione pubblicata dalla casa editrice San Paolo.

Idealmente, vorrei ripercorrere il testo con la calma che contraddistingue la Lectio Divina, soffermandomi sugli aspetti che “parlano” in modo particolare al tempo presente.

Questa sera, mi ha particolarmente colpito il frammento :

“…per condizione [sono] un pellegrino senza dimora…”

Riconoscersi pellegrini è, dal mio punto di vista, decisamente rilevante perchè ci inserisce in un contesto fatto di cammini e condivisioni, in un dinamismo mai fine a sè stesso, ma completamente orientato all’incontro con Cristo.

L’assenza di una dimora esteriore non pregiudica in alcun modo la realtà concreta di quella interiore, effettivo focus del pellegrinaggio.

Nel corso delle letture passate, ho apprezzato la possibilità di trasportare alcuni spunti tratti dai Racconti nella quotidianità, in modo abbastanza diretto.

Oggi, apprezzo la franchezza con cui il Pellegrino ci consegna “il pavimento della nostra cella interiore” : la Bibbia; di cui scriverò domani.

Questa sera, vorrei condividere alcune domande :

Potremmo riconoscerci nell’immagine del Pellegrino?                                     In quale misura?                                                                                                             Come possiamo e vogliamo descrivere il nostro “pellegrinare”?

A domani!

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Quaresima 2016

Buona sera! All’inizio di questa Quaresima, vorrei condividere alcuni versi del Salmo 1 :

sarà come albero / piantato lungo corsi d’acqua / che darà frutto a suo tempo

Alcuni giorni fa, ho brevemente descritto l’iter che vorrei proporre per questo periodo liturgico : la Lectio Continua del Libro dei Salmi. Questa particolare forma di Lectio trae origine dall’esperienza del deserto, un’oasi di spiritualità e profonda conversione.

In questo contesto, sia chi si ritirava lì per condurre una vita di preghiera e silenzio, sia chi si avvicinava ai Padri e alle Madri del Deserto, considerava la Bibbia come un testo in grado di “offrire una parola” di conforto, di rassicurazione, di ammonimento, pacificazione, etc…

Parimenti, nella Lectio Continua, il nostro approccio al testo è contemplativo, volto a riconoscere il frammento su cui soffermarci maggiormente nel corso della preghiera personale.

La Lectio, o primo movimento, ci offre l’opportunità di entrare nelle profondità del Testo, accogliendolo nella nostra preghiera e nella nostra quotidianità. Come in altre forme di preghiera contemplativa, la Lectio ci aiuta a convertire -giorno dopo giorno- la nostra esistenza, attingendo quotidianamente dalla Fonte.

In particolare, in questo primo step siamo invitati ad assaporare il testo nella sua ricchezza e bellezza, a rallentare il ritmo della nostra giornata per ritagliarci uno spazio di Deserto, nel quale diviene possibile l’incontro con Dio.

La Parola può farsi preghiera e “restare con noi” lungo tutta la giornata, intrecciandosi con la Preghiera Esicastica. La Preghiera del cuore offre molteplici spunti “quaresimali”…ma ne parleremo nei prossimi giorni!

 

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Alle radici della Lectio Divina

Dopo diverso tempo trascorso in silenzio, eccomi con un breve articolo sulla Lectio Divina, pratica contemplativa di lunga tradizione.

In altri articoli, si è condiviso qualcosa sul tema perché, nel desiderio di introdurre stabilmente la contemplazione nella propria quotidianità, sia l’Esicasmo che la Lectio possono offrire moltissimo.

Siamo vicini alla Quaresima, un tempo forte dell’Anno Liturgico. In Avvento, attraverso condivisioni settimanali, ho provato a mettere in dialogo la preghiera del Cuore con la Lectio e -in senso più generale- la Spiritualità del Deserto.

Ora, il Deserto ci attende e la preghiera è la componente maggioritaria di questo viaggio.

Ancora, la preghiera incessante sarà il punto di partenza per vivere insieme una differente modalità di Lectio -anch’essa radicata nella tradizione-: la Lectio Continua.

Di cosa si tratta?

Durante l’Avvento sono stati proposti brevi frammenti di Scrittura, tratti dalla Liturgia della Domenica.

Nei quaranta giorni di Quaresima, vorrei proporre questa possibilità:

la Lectio Continua del Libro dei Salmi.

Cosa occorre?

Le possibilità, a mio avviso, sono due :

  • una Bibbia,
  • un Salterio

In entrambi i casi, i Salmi saranno il nostro nutrimento spirituale.

Nei prossimi giorni, scriverò dei quattro movimenti della Lectio e di come possono concretizzarsi quando affrontiamo la preghiera continua su un intero Libro biblico!

Per agevolare il nostro iter di preghiera, ecco un piccolo chotki:

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E’ -in diversi colori- la mia proposta per questa Quaresima.

 

 

Un nuovo inizio

A distanza di alcuni mesi, eccomi con un secondo articolo in questo blog.  In precedenza, ho elencato quelli che saranno i temi portanti; oggi vorrei scrivere poche righe sul “senso di novità”.

E’ Settembre e, per molti, questo mese ha il sapore dell’inizio : la scuola, l’università, il lavoro, le attività in parrocchia, nei movimenti oppure negli ordini di appartenenza, etc.  Anche la vita di preghiera può, in questo periodo, trovare -o ritrovare- uno spazio e un tempo nuovi, oppure rinnovati.

A ciascuno di noi, immersi nelle più diverse realtà, viene continuamente offerta la possibilità di rispondere, nella preghiera, all’amore di Dio. Un amore che ci trasfigura e ci sostiene nel realizzare la nostra vocazione.

Quest’utimo termine ha, per me, una grande connessione con la “novità” : nessuno è artefice della propria vocazione, ma la risposta libera e generosa che può scaturire ci porta -necessariamente- ad abbandonare “ciò che vecchio” affinchè sia possibile la costruzione del “nuovo”. A tal proposito, mi piace tornare con la mente all’invito di San Benedetto ad esser sempre pronti a rimettersi in cammino, a lasciarsi stupire dall’amore di Dio.

Ora : come possiamo rendere concreto il nostro sì ad una vita che trovi il suo centro in Dio? Come possiamo intrecciare la preghiera con le diverse attività che richiedono la nostra presenza e attenzione?

Detto in altri termini : come possiamo nutrire il nostro spirito vivendo “nel mondo”?

La domanda è ampia, così come la risposta. Un primo step lo faremo insieme, riflettendo sul Vangelo di Marta e Maria, traendone uno spunto molto pratico per la nostra prassi di preghiera.

A presto!