Pellegrinando…

Buona sera e bentrovati!

In questo nuovo post, continuo la riflessione su “I racconti di un Pellegrino Russo”.

Uno dei desideri del protagonista è quello di essere istruito, per poter capire appieno il senso dell’inivito a pregare incessantemente.

Il pellgrino non si aspetta, tuttavia, unamera comprensione intellettuale della Scrittura, ma desidera farne esperienza.

In che modo tutto ciò ci interroga? Riconosciamo la stessa tensione nelle nostre domande? Nel nostro desiderio di praticare l’Esicasmo?

Ciò introduce il tema -importantissimo- della guida spirituale.

Costui sarà un monaco, una persona il cui cuore è indiviso: completamente dedito alla preghiera e proteso verso Cristo, il monaco è colui che capirà il senso profondo della domanda del Pellegrino.

La figura del monaco accompagnerà il Pellegrino per un po’, ed anche noi potremo attingere alla sua saggezza. Questo ci aiuterà a chiederci, insieme, se anche noi possiamo attingere -lì dove siamo- al tesoro della vocazione monastica.

Pregare incessantemente

All’interno dei Racconti di un Pellegrino Russo, il protagonista giunge a desiderare di pregare incessantemente attraverso le parole della Scrittura.

Durante l’Avvento, questa è stata protagonista e lo sarà anche lungo la Quaresima, dove l’Esicasmo sosterrà i nostri 40 giorni di deserto.

Il pellegrinaggio, l’essere in viaggo e nell’impossibilità di portare con sè troppe cose, portano il pellegrino a sperimentare la bellezza e la presenza dell’essenziale, Gesù.

Da qui, traccia l’inizio di un viaggio interiore ed esteriore lungo tutta la vita.

Probabilmente, la possibilità di essere sempre immersi nella preghiera appare remota anche a noi.

Tuttavia, insieme al pellegrino, scopriremo quanto

laddove noi siamo limitati, Dio non lo sia

 

Questa sera, vorrei condividere una domanda:

  • In quale momento abbiamo desiderato, per la prima volta, il dono della preghiera continua?

La nostra preghiera esicastica…nasce da lì.

 

 

Incipit

Buona sera!

Con questo primo post relativo al gruppo di lettura su “I Racconti di un Pellegrino Russo”, colgo l’occasione per dare a tutti il mio benvenuto!

Questa sera, mi soffermerò sulle prime poche righe con cui si apre il Primo Racconto, con il desiderio di riflettervi insieme.

Il Pellegrino si introduce senza far riferimento al proprio nome, ma solo alla sua condizione spirituale : è un cristiano, conscio del proprio peccato ed in cammino.

La Scrittura è un elemento fondamentale della sua spiritualità ed il pellegrino lo testimonia avendo sempre con sè una piccola Bibbia.

Le prime righe del Primo Racconto appaiono già dense di significato ed introducono alcune domande:

  • Come descriveremo la nostra appartenenza alla comunità cristiana?
  • In che modo la Scrittura è effettivamente parte della nostra quotidanità? In che modo potremmo renderla più centrale?

Questa sera, possiamo vivere un momento di silenzio e riflessione. Nei prossimi giorni, introdurrò l’orazione Esicastica!

 

 

Gruppo di lettura

Buon Natale a tutti e buona sera!

In questi giorni, ho accennato all’inizio di un gruppo di lettura informale relativo al testo “I Racconti di un Pellegrino Russo“, in modo da continuare il cammino insieme, dopo i contenuti dell’ebook di Avvento!

In particolare, “I Racconti di un Pellegrino Russo” ci aiuteranno a vivere alla presenza del Signore, in ogni momento della giornata. In questo contesto, l’Esicasmo diviene un’opportunità molto bella per coltivare l’intimità con Gesù, anche al di fuori di un monastero.

In commercio, esistono diverse edizioni del testo completo…vanno tutte benissimo! L’importante è ritagliarsi un po’ di tempo settimanale per leggere e riflettere sui contenuti del libro. I post aiuteranno ad approfondire i temi fondamentali del libro ed il suo spirito, cercando di rispondere alla domanda:

che cosa può dire l’Esicasmo a noi, oggi?

Come sempre, suggerisco di dedicare un quaderno apposito a questa attività, in modo da aver traccia del cammino compituo. In particolare, il quaderno ospita le domande e le motivazioni che ci spingono a praticare la Preghiera Esicastica. Come il Pellegrino, anche noi siamo mossi da un desiderio di comunione con Dio, che cresce insieme a noi!

 

La lettura condivisa inizierà Sabato 30, con un post serale: lungo l’Avvento abbiamo dedicato i Sabati sera alla veglia personale, i “Racconti di un Pellegrino Russo” ci invitano a continuare su questa strada!

Un elemento importante è il Rosario Esicastico. Se ne avete già uno…fantastico! In caso contrario, non abbiate fretta: una decina del Rosario può aiutare a prendere confidenza con l’Orazione. (dedicherò un post specifico a questo tema!)

A presto, con il primo post!

 

 

Il chotki di Gesù

Buona sera!

Il post di oggi si riferisce al chotki di Gesù, una delle più piccole corde da preghiera. Infatti, conta 33 nodi, spesso suddivisi in tre parti uguali.

Ad oggi, rappresenta uno dei chotki più diffusi in tutta la cristianità perchè permette, in modo semplice e molto concreto, di mettere Gesù al centro dell’esperienza di fede.

In questo Avvento e nel tempo del Natale, il chotki di Gesù ci aiuta a mantenere lo sguardo fisso su Colui che nasce per noi e che ci invita a partecipare a questo grande momento nella semplicità e nella profondità della preghiera.

La preghiera, elemento vitale di questo tempo di attesa, ha una connessiona prefonda con il chotki di Gesù e sulla sua stessa origine: il chotki di Gesù è il frutto -spirituale e materiale- della preghiera notturna.

Per questo, è lo struemento ideale per la veglia e per “rimanere vigili“.

A presto!