Pellegrinando…

Buona sera e bentrovati!

In questo nuovo post, continuo la riflessione su “I racconti di un Pellegrino Russo”.

Uno dei desideri del protagonista è quello di essere istruito, per poter capire appieno il senso dell’inivito a pregare incessantemente.

Il pellgrino non si aspetta, tuttavia, unamera comprensione intellettuale della Scrittura, ma desidera farne esperienza.

In che modo tutto ciò ci interroga? Riconosciamo la stessa tensione nelle nostre domande? Nel nostro desiderio di praticare l’Esicasmo?

Ciò introduce il tema -importantissimo- della guida spirituale.

Costui sarà un monaco, una persona il cui cuore è indiviso: completamente dedito alla preghiera e proteso verso Cristo, il monaco è colui che capirà il senso profondo della domanda del Pellegrino.

La figura del monaco accompagnerà il Pellegrino per un po’, ed anche noi potremo attingere alla sua saggezza. Questo ci aiuterà a chiederci, insieme, se anche noi possiamo attingere -lì dove siamo- al tesoro della vocazione monastica.

La Liturgia delle Ore: le Lodi

Nei giorni precedenti, ho iniziato la serie di articoli sulla Liturgia delle Ore parlando della Compieta.

Quest’oggi, vorrei condividere un post sulle Lodi. Probabilmente, molti di noi inizieranno il Lunedì con questo momento di preghiera, uno tra i favoriti nella comunità Cristiana.

A differenza della Compieta, spessissimo recitata in casa, le Lodi risultano un po’ più “nomadi”. In autobus, in treno, in macchina con i colleghi…una molteplicità di momenti si prestano all’occasione.

Questo, se da un lato ci aiuta ad amalgamare i contenuti della fede con la giornata e la settimana lavorativa, dall’altro può offrirci una serie di distrazioni.

Le Lodi, come le altre Ore, si compongono di Salmi, antifone ed un frammento di Scrittura.

Quest’ultimo ed i Salmi si prestano ad essere pregati con la stessa attitudine che avremmo durante una Lectio Divina, guidata o personale.

La Lectio Divina ci consegna, direttamente dalla Spiritualità del Deserto, un modo semplice e profondo di leggere la Scrittura, memorizzando il passaggio che colpisce la nostra attenzione e ritornandovi lungo la giornata.

Questo ci permette di “ampliare” il raggio della nostra lode, osservando in che modo o, più spesso, in che modi il seme rappresentato da un breve versetto può risuonare lungo tutta la giornata.

Un modo per rallentare il ritmo della celebrazione delle Lodi, vivendole con maggiore intenzione, è quello di utilizzare un piccolo chotki -da 10 o 25 nodi- nelle “pause di silenzio”, sia quella prevista dopo la lettura breve che tra un Salmo e l’altro.

Assaporando per intero i testi offerti dalla Liturgia rende la “scelta” del frammento giornaliero più consapevole e vera, un modo per metterci in ascolto e alla sequela di Gesù.

 

La Liturgia delle Ore: la Compieta

Tra i vari momenti previsti dalla Liturgia delle Ore, la Compieta rappresenta una possibilità di preghiera particolarmente fruibile, di grande semplicità.

Il valore intrinseco della Liturgia delle Ore risiede nel suo renderci parte di una Liturgia più grande di noi ed, allo stesso tempo, vicina alla quotidianità.

Un modo “urbano” di sperimentare il sacro e farne viva memoria.

Come possiamo, nelle nostre dimore, portare alcuni elementi della tradizione monastica, favorendo il raccoglimento personale e la costanza nella preghiera?

Una possibilità è quella di destinare una parte della nostra casa, compatibilmente con le nostre possibilità, a spazio riservato alla preghiera.

Può sembrare banale, ma è di grande aiuto: un punto fisso dove raccoglierci da soli, con i nostri amici, la nostra famiglia.

Qui, possiamo rendere presenti alcuni segni della nostra tradizione cristiana: la croce, un po’ di incenso e candele.

Questa prima organizzazione può essere modificata lungo l’anno liturgico, scegliendo i colori stessi della Celebrazione Eucaristica.

All’interno della Compieta, alcune parole di particolare significato sono:

“Ora lascia o Signore

che il tuo servo vada in pace

secondo la tua parola”

tratte dal Cantico di Simeone.

Il termine servo può sembrare molto lontano dalla nostra sensibilità; rammentandoci la profonda differenza tra noi e Dio, ci ricorda il nostro essere creature ed il termine pace ci aiuta a ricordare la promessa di bene, di pienezza e bellezza connessa alla vocazione cristiana.

In che modo sperimentiamo le parole del Cantico nella nostra vita?

 

Il deserto Quaresimale

Buona sera!

Il post di oggi introduce il tema del deserto quaresimale, ossia quelle azioni semplici, concrete ed efficaci che possono permetterci di vivere un tempo liturgico intenso.

La Quaresima, così come i giorni trascorsi nel deserto da Gesù, è un tempo particolarmente caratterizzato dalla sobrietà, dall’essenzialità.

Ciascuno di noi è invitato, nel proprio stato di vita, a vivere il deserto e l’Esicasmo  è davvero di grande aiuto.

All’interno della Tradizione e, in modo particolare, nella prassi Benedettina, vi è la Lectio Divina, un modo ulteriore di pregare mettendosi, ogni giorno, in ascolto della Parola.

Perchè la Lectio in Quaresima? Perchè rappresenta un modo bello, semplice ed al tempo stesso tradizionale per “sintonizzarsi” con l’esperienza del deserto, mettendovi al centro il desiderio di incontrare il Signore ed ascoltarlo.

Da questo ascolto profondo, scaturisce la comprensione di ogni vocazione…ed il nostro sì, anche consci delle difficoltà e delle incomprensioni cui andremo incontro.

In che modo dunque, nella nostra specifica quotidianità, la Lectio può  trovare spazio?

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[un mese in preghiera]: Giorno 3

Buona sera!

Quest’oggi, vorrei approfondire il tema del Diario Spirituale, cui ho accennato nei giorni scorsi.  Molti di noi, occasionalmente o regolarmente, hanno scritto le riflessioni legate ai contenuti di un ritiro, di un momento di preghiera o dell’intera vita spirituale.

Il Diario è l’elemento più semplice e “potente”, specie quando condiviso -se non integralmente, in parte- con amici fidati e, soprattutto, con il proprio Direttore.

Il Diario può essere un semplice quaderno, meglio se a copertina rigida e pagine robuste. La bellezza, anche esteriore, del Diario può esserci di aiuto nel richiamare quella della fede nella quale camminiamo.

Se riconosciamo in noi stessi un desiderio di profondità spirituale, il Diario è uno strumento possibile ed un bel libro per approfondire il tema è quello di Helen Cepero -IVP Press-.

L’elemento “discernimento” è molto importante, poichè nessuno può essere forzato a scrivere un diario, pratica alquanto personale ed intima.

A tal proposito, in fase di riflessione,  può essere ottimale ritagliarsi un breve periodo di tempo [1 o 2 settimane], scrivendo ogni giorno per circa 15-20 minuti e osservare i risultati.

Nel caso, questo potrebbe essere un supporto idoneo:

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Quali sono le prime tematiche che vorremmo mettere “nero su bianco”?

In che modo la nostra vita di preghiera può beneficiare di questa prassi?

In che modo possiamo mettere Gesù al centro di questo momento?

A domani, con il post del Giorno 4.