Venerdì Santo

Nelle ore precedenti, in molti abbiamo celebrato la sepoltura del Signore nelle nostre comunità.

Avvicinandoci alla Pasqua, continuiamo il nostro iter chiedendoci quale invito contengono le letture che stiamo incontrando nella Liturgia, perchè anche noi possiamo divenire testimoni credibili della gioia che segue alla prova e al dolore della passione e morte.

In post precedenti, parlando della Lectio Divina, è stato sottolineato il valore della Lectio e dell’ascolto vigile della Parola che richiede.

La celebrazione di questa sera si presta ad essere vissuta come una prolungata e variegata Lectio, dalla quale ricevere molteplici spunti, da ponderare nel tempo che ci separa dalla Veglia Pasquale.

Quali parole e quali immagini mettono maggiormente in dialogo il nostro presente con il mistero Pasquale?

Quali attese portiamo con noi nella Veglia?

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A chi rendere culto?

L’ultima tentazione vissuta da Gesù a che fare con la domanda: “Chi è il mio Dio?”

Il Tentatore, infatti, si aspetta un gesto di sottomissione da parte di Gesù, in cambio di gloria e potere. Gesù, citando la Scrittura, afferma l’esistenza di un solo Dio…che non ha nulla a che vedere con l’ingannatore lì presente.

Anche noi, in modi forse meno diretti, siamo sottoposti alla stessa domanda dai contesti in cui viviamo, dalle effettive sfide presenti nella vita di fede, etc…

Ancora, la Scrittura ci viene indicata come una risorsa importante per dare una direzione al nostro camminare.

In alcuni post dei mesi scorsi, si è parlato di Liturgia, di spazi domestici per la preghiera, di semplici opportunità per esternare la bellezza e la semplicità della fede.

Come Gesù, che è semplice e diretto nell’affermare a quale Dio rende culto, anche noi siamo invitati a fare nostre le sue parole trovando le modalità più adatte per noi affinché l’esperienza di fede possa avere spazio e respiro nel nostro presente.

Sin da ora, auguro a tutti una Settimana Santa densa di significato!

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Giubileo e Misericordia

Buona sera!

In questi giorni, alcune delle Porte Sante aperte all’inizio del Giubileo della Misericordia, sono state chiuse. Si tratta della conclusione di circa un anno all’interno del quale la Chiesa Cattolica ha messo al centro della riflessione e della prassi, il tema della Misericordia.

Come condiviso all’inizio del Giubileo, l’immagine del Pastore che porta ciascuno su di sè è decisamente evocativa e la Misericordia è un tema che trova spazio nella pratica esicastica.

 

Pregare l’Esicasmo significa metterci alla presenza di Dio Padre, riconoscendo la nostra natura di peccatori e la necessità della sua Misericordia nella nostra vita.

Riconoscendo in Lui il Pastore, ci mettiamo alla sequela di Cristo, in preghiera.

Per vivere e celebrare questo aspetto così importante e centrale della nostra fede, questo tempo che va concludendosi ha visto la “nascita” di una piccola corda da preghiera:

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E’ dedicata al Buon Pastore, un piccolo segno per ricordare quanto abbiamo vissuto in questi mesi, affinchè possiamo ritrovarlo e riscoprirlo attraverso la Preghiera di Gesù!

A presto!