Pellegrinando…

Buona sera e bentrovati!

In questo nuovo post, continuo la riflessione su “I racconti di un Pellegrino Russo”.

Uno dei desideri del protagonista è quello di essere istruito, per poter capire appieno il senso dell’inivito a pregare incessantemente.

Il pellgrino non si aspetta, tuttavia, unamera comprensione intellettuale della Scrittura, ma desidera farne esperienza.

In che modo tutto ciò ci interroga? Riconosciamo la stessa tensione nelle nostre domande? Nel nostro desiderio di praticare l’Esicasmo?

Ciò introduce il tema -importantissimo- della guida spirituale.

Costui sarà un monaco, una persona il cui cuore è indiviso: completamente dedito alla preghiera e proteso verso Cristo, il monaco è colui che capirà il senso profondo della domanda del Pellegrino.

La figura del monaco accompagnerà il Pellegrino per un po’, ed anche noi potremo attingere alla sua saggezza. Questo ci aiuterà a chiederci, insieme, se anche noi possiamo attingere -lì dove siamo- al tesoro della vocazione monastica.

Incipit

Buona sera!

Con questo primo post relativo al gruppo di lettura su “I Racconti di un Pellegrino Russo”, colgo l’occasione per dare a tutti il mio benvenuto!

Questa sera, mi soffermerò sulle prime poche righe con cui si apre il Primo Racconto, con il desiderio di riflettervi insieme.

Il Pellegrino si introduce senza far riferimento al proprio nome, ma solo alla sua condizione spirituale : è un cristiano, conscio del proprio peccato ed in cammino.

La Scrittura è un elemento fondamentale della sua spiritualità ed il pellegrino lo testimonia avendo sempre con sè una piccola Bibbia.

Le prime righe del Primo Racconto appaiono già dense di significato ed introducono alcune domande:

  • Come descriveremo la nostra appartenenza alla comunità cristiana?
  • In che modo la Scrittura è effettivamente parte della nostra quotidanità? In che modo potremmo renderla più centrale?

Questa sera, possiamo vivere un momento di silenzio e riflessione. Nei prossimi giorni, introdurrò l’orazione Esicastica!

 

 

Il chotki di Gesù

Buona sera!

Il post di oggi si riferisce al chotki di Gesù, una delle più piccole corde da preghiera. Infatti, conta 33 nodi, spesso suddivisi in tre parti uguali.

Ad oggi, rappresenta uno dei chotki più diffusi in tutta la cristianità perchè permette, in modo semplice e molto concreto, di mettere Gesù al centro dell’esperienza di fede.

In questo Avvento e nel tempo del Natale, il chotki di Gesù ci aiuta a mantenere lo sguardo fisso su Colui che nasce per noi e che ci invita a partecipare a questo grande momento nella semplicità e nella profondità della preghiera.

La preghiera, elemento vitale di questo tempo di attesa, ha una connessiona prefonda con il chotki di Gesù e sulla sua stessa origine: il chotki di Gesù è il frutto -spirituale e materiale- della preghiera notturna.

Per questo, è lo struemento ideale per la veglia e per “rimanere vigili“.

A presto!

Verso l’Avvento

Buona sera!

Tra un paio di settimane inizierà l’ Avvento, un tempo dedicato alla preghiera in vista della nascita di Gesù! Per questo motivo, vorrei condividere la proposta di preghiera del blog.

Nei Racconti di un Pellegrino russo, il protagonista si avvicina alla preghiera esicastica mosso dal desiderio di pregare incessantemente, di essere sempre alla presenza di Gesù.

Anche noi possiamo essere mossi dalla stessa intenzione, desiderando una vicinanza nuova e più profonda con Gesù. Per questo, le settimane di Avvento rappresentano un tempo di preparazione all’incontro con Dio che si fa uomo.

Ogni giorno, vorrei invitarti a pregare l’Esicasmo utilizzando il Chotki di Gesù, di cui condividerò la storia domani!

Contemporaneamente, ti invito a dedicare alcuni minuti quotidiani alla riflessione su quanto stai ricevendo dalla pratica quotidiana dell’Esicasmo, coltivando quel sentire di profonda gratitudine verso Dio e di attesa per l’imminente nascita di Gesù!

Dalle pagine del blog, io condividerò alcuni suggerimenti pratici affinchè l’Esicasmo possa essere una risorsa per te lungo tutto l’Anno Liturgico!

 

Tempo d’estate

Ogni anno, l’inizio dell’estate può rappresentare un momento di solitudine spirituale prima della ripresa delle attività parrocchiali e Diocesane, in settembre/ottobre.

Questo arco di tempo, però, può diventare un momento prezioso per ritagliarsi una paio di giorni da dedicare al silenzio, alla preghiera e alla veglia.

Dopo la frenesia del lavoro, dell’anno scolastico e della quotidianità nel suo complesso…ci meritiamo un po’ di tempo con Dio!

A tal proposito, alcuni mesi fa, accennavo ad una sorpresa: nelle prossime settimane pubblicherò un ebook, dedicato a chi vuole vivere questa esperienza!

Un week end di preghiera e riflessione, un’opportunità semplice e accessibile!

A presto!