Iniziare a pregare l’Esicasmo

Buona sera!

Nel corso della lettura del primo racconto, il Pellegrino giunge alla conoscenza della Preghiera incessante grazie allo starec ed inizia a dedicarvi tempo ed energie.

Lo slancio iniziale è tanto: finalmente il quesito che lo ha accompagnato per lungo tempo ha trovato una soluzione pragmatica e -apparentemente- semplice.

Questa esperienza può ricordarci quando anche noi abbiamo iniziato a praticare l’Esicasmo – o essere una prefigurazione di ciò che potremmo sperimentare avvicinandoci a questa tradizione-.

Ancora, appare importante la figura dello starec; una persona che completamente dedicata a Dio e consapevole delle dinamiche dello Spirito.

Nel racconto, inoltre, si fa un esplicito riferimento all’atto del confessarsi:

quale posto occupa questa prassi nella nostra vita?

Il Pellegrino riconosce nella pace derivatagli dalla preghiera la presenza concreta di Dio, ma comprende di aver bisogno di una guida esperta che lo accompagni.

Dove e quando possiamo vivere un’esperienza analoga?

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Tempo e preghiera

Buona sera!

Questo secondo post è dedicato a chi desidera utilizzare l’Avvento come una bella opportunità per avvicinarsi all’Esicasmo e alla contemplazione, calandola nella quotidianità.

Ritagliarsi brevi momenti di preghiera può essere ottimale, anche per aiutarci a comprendere in che misura ciò che quotidianamente facciamo ha a che fare con il nostro essere Cristiani.

Il presente è “il campo della nostra vocazione” e pregare durante il giorno può aiutarci a farne memoria.

Condivido qui l’immagine dell’orazione esicastica:

L’Orazione Esicastica

Per il tempo dell’Avvento, ho preparato due comodi kit, entrambi composti da un quaderno o un taccuino e una corda da preghiera!

Lo scopo è quello di offrire un supporto comodo, semplice e tradizionale…

Nei prossimi giorni, accanto ai post sulla Lectio Divina, scriverò anche di questa pratica…

A tutti, buon Avvento!