Venerdì Santo

Nelle ore precedenti, in molti abbiamo celebrato la sepoltura del Signore nelle nostre comunità.

Avvicinandoci alla Pasqua, continuiamo il nostro iter chiedendoci quale invito contengono le letture che stiamo incontrando nella Liturgia, perchè anche noi possiamo divenire testimoni credibili della gioia che segue alla prova e al dolore della passione e morte.

In post precedenti, parlando della Lectio Divina, è stato sottolineato il valore della Lectio e dell’ascolto vigile della Parola che richiede.

La celebrazione di questa sera si presta ad essere vissuta come una prolungata e variegata Lectio, dalla quale ricevere molteplici spunti, da ponderare nel tempo che ci separa dalla Veglia Pasquale.

Quali parole e quali immagini mettono maggiormente in dialogo il nostro presente con il mistero Pasquale?

Quali attese portiamo con noi nella Veglia?

DSC05602

 

La Settimana Santa: Lunedì

La Settimana Santa rappresenta per i Cristiani un tempo fondamentale nell’iter verso la Pasqua, un’occasione unica per riscoprire la dimensione del sacro nella quotidianità.

Come i Padri e le Madri del Deserto, siamo mossi dal desiderio di vivere la fede in modo pieno e profondo.

Come il Pellegrino, siamo chiamati ad una relazione personale con Dio, alla sequela di Gesù e mediante la preghiera.

L’Esicasmo, l’invocazione del nome di Gesù, raccoglie il desiderio di autentica semplicità e sequela.

Nelle settimane di Quaresima, riscoprendoci creature, abbiamo avuto modo di vedere tutto ciò che di non-essenziale e non autentico circonda il nostro presente, allontanandoci dalla vita di preghiera e devozione.

Il Lunedì Santo, immediatamente successivo alle letture della passione e morte di Gesù, diviene il momento privilegiato per rimetterci in ascolto della Scrittura, ancorando la nostra preghiera alla tradizione Cristiana.

Quale invito riceviamo da questo tempo liturgico?

DSC05602

Foto: il chotki di Gesù

 

A chi rendere culto?

L’ultima tentazione vissuta da Gesù a che fare con la domanda: “Chi è il mio Dio?”

Il Tentatore, infatti, si aspetta un gesto di sottomissione da parte di Gesù, in cambio di gloria e potere. Gesù, citando la Scrittura, afferma l’esistenza di un solo Dio…che non ha nulla a che vedere con l’ingannatore lì presente.

Anche noi, in modi forse meno diretti, siamo sottoposti alla stessa domanda dai contesti in cui viviamo, dalle effettive sfide presenti nella vita di fede, etc…

Ancora, la Scrittura ci viene indicata come una risorsa importante per dare una direzione al nostro camminare.

In alcuni post dei mesi scorsi, si è parlato di Liturgia, di spazi domestici per la preghiera, di semplici opportunità per esternare la bellezza e la semplicità della fede.

Come Gesù, che è semplice e diretto nell’affermare a quale Dio rende culto, anche noi siamo invitati a fare nostre le sue parole trovando le modalità più adatte per noi affinché l’esperienza di fede possa avere spazio e respiro nel nostro presente.

Sin da ora, auguro a tutti una Settimana Santa densa di significato!

dsc06803

Mettere alla prova Dio?

Cosa significa mettere alla prova Dio? Nell’episodio del Vangelo di Matteo relativo alle tentazioni di Gesù nel deserto, abbiamo un esempio concreto.

Il Tentatore, invita Gesù a fare qualcosa di deliberatamente pericoloso -buttarsi da un dirupo- al solo scopo di sfidare Dio, mettendo alla prova il suo amore e la sua fedeltà.

Come possiamo lasciarci edificare da questo frammento? Proviamo a chiederci:

In quali occasioni metto alla prova Dio? Perchè?

In quali contesti questa aperta sfida contro Dio è frequente?

La prima domanda ci aiuta a vivere la Quaresima come un tempo importante per la nostra vita di fede, mentre la seconda introduce un discernimento importante per la nostra fede: in quali contesti è per noi opportuno restare?

2016-04-11 11.49.24

 

Non di solo pane…

Il tempo di Quaresima rappresenta, per molti di noi, un momento per immergersi nel silenzio e nella preghiera, per trovare modalità possibili per vivere, pur nel caos quotidiano, momenti di deserto, sull’esempio di Gesù.

Il Vangelo di Matteo (Mt 4, 1-11) ci aiuta a riflettere sul alcune possibili tentazioni, la prima la troviamo al versetto 4.

“Non di solo pane…”, cosa può significare per noi? Spesso, questo versetto introduce una riflessione su ciò che è essenziale e che può non essere immediatamente visibile.

Come possiamo coniugare ciò con la Quaresima? Potremmo trovare un punto di contatto con un invito racchiuso nella Quaresima stessa: riscoprire l’essenzialità e la bellezza della relazione con Dio.

In che modo questa riscoperta diviene reale? In una molteplicità di opportunità, proprie della vita della Chiesa…una tra esse è la Liturgia.

La celebrazione del Mistero Eucaristico e la possibilità, offerta a tutti, di mettersi in comunione mediante la Liturgia delle Ore.

Come descrivereste la vostra esperienza in materia?

La preghiera come elemento essenziale nel dialogo con Dio ha la capacità di allargare il raggio della nostra riflessione: da ciò che è essenziale nella vita dello spirito a ciò che è essenziale nella nostra quotidianità.

La preghiera e il confronto col Vangelo ci aiutano a scoprire i nostri molteplici attaccamenti, riconoscendoli come elementi di disturbo nel nostro cammino di conversione.

2016-08-17 12.53.17